giovedì, novembre 05, 2009

Brain Rules #9: I sensi

Maggiore è il numero di sensi coinvolti nel processo di apprendimento, maggiore è la sua efficacia. John Medina nel capitolo 9 di Brain Rules compie un'affermazione semplice.

Spesso, ma per fortuna non sempre, le presentazioni sono indirizzate alla vista ed all'udito. Siamo solo a 2 su 5. Come possiamo incrementarli?

Gusto – Se state presentando per Slow Food non dovrebbe essere troppo difficile includerlo. Ma altrimenti? Non necessariamente dobbiamo ricorrere all'atto della masticazione. Possiamo evocarlo sia con le parole ma anche con l'utilizzo delle immagini. [foto cibo] frase cibo

Olfatto – Come per il precedente potremmo ricorrere a frasi descrittive: “...come l'aroma del caffè caldo che si diffonde per la cucina alla domenica mattina d'inverno...”. Ma i più intraprendenti potrebbero osare un diffusore di aromi nel locale della presentazione! In ogni caso la scelta dei profumi deve essere contestuale alla presentazione.

Tatto – Pur potendo sempre utilizzare descrizioni evocative le presentazioni di prodotto hanno un vantaggio. Se il nostro soggetto è tangibile, e non siamo rappresentati di sostanze tossiche o esplosive, possiamo fare circolare campioni di prodotto.


Introduzione alla serie qui.
Capitoli 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 10, 11 e 12.

Immagine da iStockPhoto.

martedì, settembre 22, 2009

Brain Rules #11: Il sesso

(inteso come genere e non come atto)
Nel capitolo 11 di Brain Rules Medina affronta molto seriamente un argomento che altrimenti potrebbe facilmente sconfinare in luoghi comuni e stereotipi: le differenze fra il cervello delle donne e quello degli uomini. Per non cadere nella stessa trappola mi limito a riportare che le differenze ci sono e si tratta semplicemente di diversi modi di reagire agli stimoli esterni.
In qualche modo anche noi presentatori possiamo tenerne conto, ma anche per noi vale il principio di non lasciarsi prendere la mano e cadere in facili pregiudizi. Quindi se avessimo di fronte un pubblico prevalentemente femminile probabilmente limiteremo gli esempi sportivi ma non per questo dovremmo assumere che una donna debba necessariamente essere ignara di calcio mentre qualunque uomo completamente ferrato in materia (e io sono un ottimo esempio non sapendo neanche quando inizi il campionato).

Introduzione alla serie qui.
Capitoli 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 10 e 12.

Immagine da iStockPhoto.

venerdì, settembre 11, 2009

Mettere in pratica le idee

Poco fa ho letto un'interessante post con un trucco per migliorare i titoli in sovra impressione ad immagini ricche di contrasto.

Ho voluto fare subito una prova e ho preso una slide che uso durante Successful Presentation:
Quando la disegnai Ho dovuto abbassare il titolo per renderlo più leggibile, se fosse rimasto nella sua posizione canonica ci sarebbe un pessimo contrasto:
Seguendo invece il consiglio nel post citato il risultato diventa il seguente che mi sembra più elegante:

martedì, agosto 04, 2009

Uso delle immagini nelle slide


Difficile cambiare una virgola in questo pezzo di Garr sull'uso delle immagini. Talmente visuale oltretutto da poter esser letto anche senza capire la lingua.
I consigli sembrano banali e scontati ma per esperienza diretta io vedo ancora in giro:
  • Clipart
  • Immagini pixelate in bassa risoluzione, in particolare i logotipi
  • Immagini che lasciano ampi bordi dello sfondo
Dove trovare valide fotografie? Ne avevo parlato qui.

E se vi state domandando cosa c'entra una zebra con questo post, beh avete appena sperimentato l'effetto "distrazione" di un'immagine incongruente.

lunedì, luglio 27, 2009

Fare un video

Settimana scorsa ho girato un video promozionale per Successful Presentation per Soiel TV.
In passato ho girato diversi video, facendo anche lo speaker in video presentazioni o anche su DVD interattivi.
Questa nuova fatica, circa 1 ora e mezza in studio per meno di cinque minuti di filmato, mi ha di nuovo ricordato i fattori importanti che bisogna sempre ricordare.
  1. La preparazione è fondamentale. Aver preparato uno storyboard prima mi ha aiutato molto, anche se poi non l'ho seguito alla lettera, e spero abbia semplificato il compito di chi ha poi dovuto montare il filmato. Anche se non ne usate uno, vi consiglio di farlo. Aiuta a chiarire le idee e sapere dove si vuol arrivare è di grande aiuto per partire nella direzione giusta.
  2. La preparazione è fondamentale. Avessi dedicato più tempo prima a memorizzare cosa volevo dire potevo risparmiare tempo in studio. Nel mio caso non è stato un fattore critico ma se lo studio fosse stato a pagamento il tempo era danaro.
  3. La preparazione è fondamentale. Okay l'ho già detto due volte ma volevo re-iterare il concetto.
  4. Lasciarsi degli spazi fra il discorso permette di montare più facilmente e di girare di nuovo solo spezzoni più brevi.
  5. Confidate in un buon "montaggio". Potete avere un discorso fantastico ma se parlate per lungo tempo sempre nella stessa posa, con lo stesso sfondo e magari con lo stesso tono di voce il rischio è che il tutto sembri noioso anche se non lo è. Nessuno si aspetta Scream da voi ma se volete cavarvela come Don't Go Breaking My Heart dovete avere il talento di Elton & Kiki. Ovvero non è necessaria una super produzione come il videoclip più costoso della storia musicale ma per avere successo con un filmato estremamente semplice e banale bisogna avere dei contenuti straordinari (il video di Elton John e Kiki Dee è ricordato come uno dei più economici della storia, enorme successo grazie alla musica ed agli artisti).
Il risultato? Lo potete vedere e criticare qui.

Il merito va ad Alessandro di Soiel TV per l'ottimo lavoro svolto.

domenica, luglio 12, 2009

Brain Rules #6: La memoria a lungo termine

Dal capitolo 6 di Brain Rules possiamo estrarre due assiomi: la ripetizione facilità la memorizzazione a lungo termine e tutto quello che non viene trasferito dalla memoria a breve termine in quella di lungo periodo viene perso, dimenticato. Se li uniamo risulta evidente che per le nostre presentazioni dovremmo puntare a non dare molto (troppo) da ricordare al nostro pubblico.
Avere tanti concetti da trasmettere significa infatti avere meno tempo da dedicare ad ognuno di essi. E non vi è nessun reale vantaggio a comunicare tante idee se la maggior parte di esse non rimarrà impressa nelle menti della nostra audience.
Meglio dunque ridurre la quantità a favore della qualità di memorizzazione, del resto repetita juvant (ripetere giova) lo dicevano già i latini.
Chiariamo che la ripetizione pedissequa può essere controproducente e addirittura alienare il pubblico. Quello che invece vogliamo fare è reiterare il nostro messaggio più volte, magari in forma diversa o con diversi approcci. In questo modo oltre ad aumentare notevolmente le probabilità che venga ricordato, abbiamo la possibilità di esporlo con quelle diverse sfaccettature necessarie per adattarsi ai diversi modi di comprensione dei singoli individui. Come avevamo visto in precedenza nel capitolo 3.


Introduzione alla serie qui.
Capitoli 1, 2, 3, 5, 7, 8, 10 e 12.

Immagine da iStockPhoto.

lunedì, luglio 06, 2009

Cambio tecnico

Il nuovo indirizzo di questo blog è: blog.paolopelloni.it
Il vecchio rimane sempre valido ma vi consiglio di aggiornare i vostri link al nuovo.