O quanto meno sono rimasto senza voce. Venerdì, per la prima volta in 15 di parlare in pubblico, ho finito la voce a metà della seconda giornata di Successful Presentation.
Tanto inaspettato quanto fastidioso. Eppure la mia unica preoccupazione era quella di non avere un'energia vocale troppo sgradevole per il mio pubblico. Ovvio che lo era. Però almeno contenere il loro disagio.
Ci sono alcune cose di cui potete (dovete) avere sempre il backup: pc, presentazione, batterie del telecomando se lo usate....ecc. E altre di cui è difficile, se non impossibile, avere una copia di emergenza. Come la voce. La registrazione della presentazione da fare in playback penso sia da escludere praticamente sempre, con l'eccezione del Festivalbar.
Una cosa però aiuta in questi casi. Avere ampia scorta di passione ed entusiasmo per la propria presentazione. Non restituisce la voce ma vi presispone ad affrontare gli imprevisti con la migliore attitudine possibile.
E siccome mercoledì c'è Espansione Vendite spero di tornare in piena forma velocemente.
lunedì, marzo 08, 2010
lunedì, febbraio 08, 2010
Think out of the box
Pensare "fuori dalla scatola" è sempre un bene.
L'espressione "think out of the box" farà sorridere tradotta letteralmente, eppure probabilmente l'avrete già sentita più di una volta. Magari durante qualche corso vi avranno fatto fare l'esercizio con i 9 puntini da unire con 4 tratti senza staccare la penna.
Oggi porto un esempio positivo.
Settimana scorsa ho avuto il piacere di fare Successful Presentation in un'azienda di persone molto in gamba. Belle presentazioni, grande energia vocale e anche divertimento.
Quando abbiamo parlato di supporti visivi ho portato un esercizio che avevo visto da Duarte Design e che ho reputato tanto valido da introdurlo nelle mie giornate. Si tratta di provare a disegnare uno schizzo dove dati sette elementi due di essi devono risaltare grazie ad un contrasto visivo.
Le istruzioni dicevano che si poteva scegliere fra diversi modi di creazione del contrasto: dimensione, tonalità, intensità (della tonalità), forma e posizione.
Ma non dicevano che necessariamente ci si doveva limitare ad uno di questi modi. Ed infatti più di una persona è uscita dallo schema rigido che le istruzioni potevano indurre ed i risultati sono stati molto interessanti con svariate interpretazioni.
L'orientamento non era indicato ma è anch'esso molto valido per "staccare" alcuni elementi (prodotti, soluzioni ...) dagli altri. Come questo partecipante ha fatto.

Interessante anche il fatto che "verso l'alto" è generalmente positivo.
L'espressione "think out of the box" farà sorridere tradotta letteralmente, eppure probabilmente l'avrete già sentita più di una volta. Magari durante qualche corso vi avranno fatto fare l'esercizio con i 9 puntini da unire con 4 tratti senza staccare la penna.
Oggi porto un esempio positivo.
Settimana scorsa ho avuto il piacere di fare Successful Presentation in un'azienda di persone molto in gamba. Belle presentazioni, grande energia vocale e anche divertimento.
Quando abbiamo parlato di supporti visivi ho portato un esercizio che avevo visto da Duarte Design e che ho reputato tanto valido da introdurlo nelle mie giornate. Si tratta di provare a disegnare uno schizzo dove dati sette elementi due di essi devono risaltare grazie ad un contrasto visivo.
Le istruzioni dicevano che si poteva scegliere fra diversi modi di creazione del contrasto: dimensione, tonalità, intensità (della tonalità), forma e posizione.
Ma non dicevano che necessariamente ci si doveva limitare ad uno di questi modi. Ed infatti più di una persona è uscita dallo schema rigido che le istruzioni potevano indurre ed i risultati sono stati molto interessanti con svariate interpretazioni.
L'orientamento non era indicato ma è anch'esso molto valido per "staccare" alcuni elementi (prodotti, soluzioni ...) dagli altri. Come questo partecipante ha fatto.

Interessante anche il fatto che "verso l'alto" è generalmente positivo.
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giovedì, gennaio 28, 2010
iPad e presentazioni
Ieri Apple ha presentato l'iPad. E questa è la notizia tecnologica.
Ieri Steve Jobs ha presentato l'iPad. E questa è la parte interessante lato presentazioni.
Non ho ancora guardato il lancio del prodotto se non per un breve spezzone relativo ai minuti in cui Steve ha svelato il prodotto. Mi sono sembrati leggermente sottotono (per gli standard di Jobs, uno fra i migliori presentatori al mondo). Però è presto per giudicare.
Quindi mi limito ad una nota tecnica. Potrebbe l'iPad essere usato per quelle presentazioni faccia a faccia? Più pratico ed elegante di un PC. Da quello che ho capito ha il sistema operativo dell'iPhone e non sono sicuro esista un Keynote o PowerPoint viewer... probabilmente sì.
E' un'idea.
Ieri Steve Jobs ha presentato l'iPad. E questa è la parte interessante lato presentazioni.
Non ho ancora guardato il lancio del prodotto se non per un breve spezzone relativo ai minuti in cui Steve ha svelato il prodotto. Mi sono sembrati leggermente sottotono (per gli standard di Jobs, uno fra i migliori presentatori al mondo). Però è presto per giudicare.
Quindi mi limito ad una nota tecnica. Potrebbe l'iPad essere usato per quelle presentazioni faccia a faccia? Più pratico ed elegante di un PC. Da quello che ho capito ha il sistema operativo dell'iPhone e non sono sicuro esista un Keynote o PowerPoint viewer... probabilmente sì.
E' un'idea.
lunedì, gennaio 04, 2010
L'importanza dei font
Avevo già parlato dell'importanza dei font in passato. E qualche giorno fa ecco un'altra controprova.
Matelda, mia figlia, ha quattro anni e mezzo e non sa ancora leggere. Riconosce qualche lettera, il suo nome ed il mio, a fatica. Apre i regali di natale e su uno di questi vede:

subito esclama "Disney!"
Il loro font proprietario è riconoscibilissimo. Avrebbe potuto esserci scritto Mary Popppins, o Queen Mary in quel font e lo stesso Matelda avrebbe detto "Disney!".
Ora non tutti noi possiamo, o dobbiamo, pensare di farci creare un nostro font talmente riconoscibile. Però trovarne uno nostro che nel nostro piccolo universo sia distintivo sì.
Ed ecco alcune risorse che potrebbero esservi utili:
Matelda, mia figlia, ha quattro anni e mezzo e non sa ancora leggere. Riconosce qualche lettera, il suo nome ed il mio, a fatica. Apre i regali di natale e su uno di questi vede:

subito esclama "Disney!"
Il loro font proprietario è riconoscibilissimo. Avrebbe potuto esserci scritto Mary Popppins, o Queen Mary in quel font e lo stesso Matelda avrebbe detto "Disney!".
Ora non tutti noi possiamo, o dobbiamo, pensare di farci creare un nostro font talmente riconoscibile. Però trovarne uno nostro che nel nostro piccolo universo sia distintivo sì.
Ed ecco alcune risorse che potrebbero esservi utili:
- The Logos of the Web è un sito/blog che informa partendo dai logo delle società internet più popolari. Che carattere è stato utilizzato da Skype?
- Free Fonts Download non necessita di spiegazioni.
- Fawnt ha una collezione di font molto accativanti, compreso l'evocativo Heineken!
- What The Font è davvero interessante perchè permette di trovare un font, o almeno cercare di riconoscerlo, partendo da un'immagine.
sabato, dicembre 19, 2009
E' tempo di vacanze
Sotto l'albero mi porto il libro di Carmine Gallo sulle presentazioni di Steve Jobs. L'ho già iniziato e sembra interessante e ben scritto (malgrado nell'introduzione dice che esiste una sorta di metodo replicabile da chiunque che mi lascia perplesso).
Nel nuovo anno vi darò un resoconto, arriverà anche un Successful Presentation rivisto un poco e mi dedicherò maggiormente al servizio di Creazione e revisione delle presentazioni (Presentation Design).
Buon anno a tutti.
Nel nuovo anno vi darò un resoconto, arriverà anche un Successful Presentation rivisto un poco e mi dedicherò maggiormente al servizio di Creazione e revisione delle presentazioni (Presentation Design).
Buon anno a tutti.
mercoledì, dicembre 09, 2009
La tecnica delle presentazioni
Qualche giorno fa ho assistito ad una presentazione, sul palco si sono alternati due diversi oratori. Uno dei due tecnicamente molto bravo, tutte le cose giuste al posto giusto. Modulazione della voca, postura, gestualità, uso dell'umorismo, controllo visivo, ecc....
Il secondo meno. Poco centrale nella sala, a volte perdeva una fetta di pubblico con lo sguardo. Camminava troppo. O era troppo fermo.
Quale secondo me è stato il migliore?
Il secondo. Perché parlava con il pubblico mentre quello bravo parlava al pubblico. E questo fattore ha influito alla fine più di ogni altro sul bilancio totale.
Il secondo meno. Poco centrale nella sala, a volte perdeva una fetta di pubblico con lo sguardo. Camminava troppo. O era troppo fermo.
Quale secondo me è stato il migliore?
Il secondo. Perché parlava con il pubblico mentre quello bravo parlava al pubblico. E questo fattore ha influito alla fine più di ogni altro sul bilancio totale.
mercoledì, novembre 25, 2009
Chiarezza
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